Parco archeologico del teatro e dell'anfiteatro romani di Cividate Camuno
PROGRAMMA Il Parco archeologico del teatro e dell’anfiteatro romani di Cividate Camuno. Scavo, restauro e allestimento di un Parco archeologico.
COMMITTENTE           Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia
LUOGO     Cividate Camuno (BS)
PROGETTO I Lotto 1998, II Lotto 2000
CANTIERE I Lotto 1999, II Lotto 2002
PRESTAZIONI Progettazione e Direzione Lavori
CONSULENTI ing. Giovanni Vercelli e ing. Domenico Carugo - strutture
ing. Daniele Rapella - impianti elettrici
dott.ssa Fabrizia Gianni - paesaggio
dott. Roberto Bugini, CNR Gino Bozza - indagini chimico-fisiche
Matteo Bologna e Diego Prodi - disegni ricostruttivi e grafica pannelli
SUP. PARCO 14.000 m2
IMPORTO DEI LAVORI
€ 1.869.652,00
IMPRESE I lotto: Cooperativa Archeologia Firenze II lotto: C.M.R., Filo di Argenta (FE)
Nel 1998, conseguentemente alla campagna di scavi che portarono alla luce parte di un teatro e di un anfiteatro romani del I-II secolo d.C, su richiesta della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali decise lo stanziamento di Fondi del gioco del Lotto per la realizzazione degli interventi di restauro e valorizzazione dell’area, suddivisi in due lotti funzionali.
Il progetto architettonico per la realizzazione del Parco Archeologico di Cividate Camuno ha mirato a valorizzare le emergenze archeologiche introducendo il minor numero possibile di elementi estranei, compatibilmente con le necessità di proteggere le strutture più delicate dal punto di vista della conservazione, di consentire una buona accessibilità al sito anche a persone diversamente abili, di creare quelle strutture utili per l’accoglienza e per la didattica.
Le problematiche affrontate hanno spaziato dall’ambito più propriamente archeologico a quello della conservazione del bene, dal progetto di nuove strutture a quello del verde, dall’illuminotecnica alla musealizzazione all’aperto di resti archeologici, dal superamento delle barriere architettoniche alla didattica.
Dal punto di vista conservativo il progetto ha mirato ad ottenere un rallentamento dei processi di degrado, un alto grado di reversibilità, la minor invasività possibile sfruttando la compatibilità dei materiali e dei prodotti utilizzati.
Dal punto di vista architettonico il progetto si è proposto di ottenere, oltre all’auspicabile funzionalità, la


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et Marzio Mercandelli
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