Recupero e valorizzazione di Palazzo Canali
PROGRAMMA Restauro e valorizzazione di Casa Canali per la creazione di spazi pubblici
COMMITTENTE           Amministrazione Comunale di Tovo S. Agata (SO)
LUOGO     Tovo S. Agata (SO)
PROGETTO I Lotto 2008, II Lotto 2010
CANTIERE I Lotto 2009, II Lotto 2011
PRESTAZIONI Progettazione e Direzione Lavori
CONSULENTI Foppoli Moretta e associati srl - Strutture e D.L.
ing. Daniele Rapella - impianti elettrici
p.i. Gianluigi Saligari - impianti termici
Luca Waldner – maquette in legno
SUP. FONDIARIA 693 m2
SUP. COSTRUITA 526 m2
159 m2 piazza
VOLUME 2.600 m3
IMPORTO DEI LAVORI
€ 636.000,00
IMPRESE I lotto: DeCampoCostruzioni s.r.l., Morbegno(SO), Costruzioni Edil Lampo srl, Mazzo di Valtellina (SO)
Restauri Tiziana Giudes, Michele Rossetti e Roberto Canotti
II lotto:  CM Valtellina, Caiolo (SO)
Restauri: 3G di Giovanni Busetto & C., Chiuro (SO).

Gli edifici oggetto dell’intervento risultavano in condizione di rudere a causa della parziale demolizione eseguita dai precedenti proprietari.

Il progetto si è posto il duplice obiettivo di salvaguardare quanto rimasto del patrimonio architettonico locale e nel contempo realizzare un sistema connesso di sale e spazi pubblici fortemente correlato al centro storico, attraverso l’inserimento di nuovi elementi architettonici in costante dialogo con l’architettura locale.

Al piano terra la sala voltata è diventata una sorta di piazza coperta che collega la strada comunale alla nuova piazza circoscritta dall’ ex Casa Canali, dall’ex stalla e fienile e dagli orti confinanti. I servizi igienici ed un locale tecnico hanno trovato spazio a lato delle sale voltate e la sala per le associazioni è stata realizzata nell’ambiente a doppia altezza dell’edificio rurale adiacente. Il piano superiore accoglie la sala pubblica con un’ampia vetrata sulla valle.
Oltre alla necessaria attenzione posta al rapporto tra i nuovi elementi architettonici e l’esistente, la problematica da risolvere era legata alla presenza di spazi che, a causa delle demolizioni, avevano perso la loro originaria funzione.
Dalla tradizione edilizia locale è venuta l’indicazione sulla modalità progettuali. Infatti, una delle caratteristiche nell’antico edificato valtellinese, è il rapporto tra le masse piene costituite dalle murature in pietra e le leggere strutture lignee costituenti le balconate, le intelaiature intrecciate ecc.. Si è studiato quindi una loro


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